Bimba ferita a Sant’Anastasia, la piccola è fuori pericolo: la solidarietà social per i giovani fermati

Sparatoria a Sant’Anastasia, la bambina ferita di 10 anni è fuori pericolo: la prognosi resta riservata ma non sarebbe più in pericolo di vita. I messaggi di solidarietà per lei sono stati moltissimi. La piccola è stata ferita alla testa e allo zigomo nel corso di una sparatoria nei pressi di un bar a Sant’Anastasia per la quale sono in stato di fermo un 19enne, Emanuele Civita, e un 17enne.

La famiglia si trovava nei pressi del bar per mangiare un gelato. Con loro anche l’altro figlio che, però, al momento della sparatoria si trovava all’interno. Sempre all’interno, si stava svolgendo una festa alla quale hanno partecipato molti minori.

Nella sparatoria sono stati feriti la madre, il padre e la piccola di 10 anni, ma sarebbe potuta essere una strage, data la presenza di numerosi avventori del bar, tra cui molti bambini per la festa all’interno. Fortunatamente nessun altro è rimasto ferito e la piccola sembrerebbe in via di guarigione dopo essere stata sottoposta a due diversi interventi chirurgici.

Sparatoria a Sant’Anastasia, la solidarietà social per i giovani fermati: messaggi di incoraggiamento su Tiktok

Anche la mamma della piccola, ferita all’addome, è stata dimessa dal Cardarelli e sta raggiungendo il Santobono per starle vicino. Intanto, però, suscitano indignazione alcuni post sui social, soprattutto su Tiktok, di solidarietà nei confronti dei due giovani fermati come gravemente indiziati per la sparatoria. Per loro messaggi di incitazione ed incoraggiamento da parte di amici e familiari, quasi di ammirazione, dopo quanto avvenuto a Sant’Anastasia.

I due giovanissimi sono stati fermati in seguito alle indagini svolte dalle forze dell’ordine che hanno acquisito i filmati di videosorveglianza della zona. I due, 17 e 19 anni, sono gravemente indiziati per i reati di tentato omicidio e porto illegale di arma in concorso.

Entrambi sono considerati vicini ad ambienti criminali: il 17enne è figlio di un uomo ucciso nel 2012 a Somma Vesuviana, ritenuto affiliato al clan D’Avino. Il 19enne, Emanuele Civita, ha precedenti per droga e armi ed è considerato anch’esso vicino agli ambienti criminali del clan D’Avino.

Secondo una prima ricostruzione di quanto avvenuto, i due sarebbero stati allontanati dal bar perché importunavano gli avventori. In risposta all’allontanamento, sarebbero poi tornati sulla scena armati di mitraglietta da guerra e revolver che avrebbero sfoggiato in una sorta di dimostrazione di potere prima di sparare sulla folla.

 

 

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