Campania, abusivi e falsari uccidono il commercio

I nemici principali del commercio? Abusivismo e contraffazione al Sud, dove gli operatori del settore denunciano un peggioramento della sicurezza nell’ultimo anno. Emerge da un’indagine commissionata a Format Research da Confcommercio, che ne ha presentato i dati in occasione della Giornata nazionale della legalità.

Secondo lo studio dell’istituto di ricerca italiano, il rischio usura è aumentato per il 31,3% degli intervistati. Il 21,9% segnala invece la recrudescenza di estorsioni e racket; mentre il 31,1% ammette di aver sentito parlare di imprenditori sotto usura o estorsione e il 18,1% si dice molto preoccupato di poterne restare vittima. Il 22,9% evidenzia infine un incremento del pericolo di furti e rapine.

“Stato ed enti locali devono investire di più in sicurezza e completare al più presto i progetti di videosorveglianza previsti nei principali centri urbani”, dichiara Pasquale Russo, presidente di Confcommercio Campania, secondo cui è “auspicabile un intervento della Regione a sostegno delle imprese che vogliono dotarsi dei più avanzati sistemi di sicurezza e collegamento con le centrali delle forze dell’ordine”.

In cima alle preoccupazioni quotidiane dei commercianti meridionali ci sono, però, ancora abusivismo e contraffazione: il 68,9% degli intervistati si sente infatti fortemente danneggiato da questi fenomeni, “che assieme al riciclaggio di denaro sporco a essi collegato hanno assunto un carattere sistemico” sottolinea il presidente Russo, che per far comprendere la gravità della situazione in Campania snocciola i dati ufficiali del Ministero delle Imprese: 70 milioni di prodotti contraffatti per un valore di oltre 500 milioni di euro sequestrati tra il 2016 ed il 2021. Cifra che, secondo Russo, “è soltanto una frazione del reale valore del giro d’affari”, che ha in Napoli la sua capitale.

Il capoluogo campano è uno dei più grandi mercati del falso “all’aria aperta” in Europa, sottolinea Russo, “un immenso bazar davanti alle vetrine delle aziende commerciali regolari, le quali, già stremate dalla pandemia e dal carico fiscale, devono sopportare anche la concorrenza sleale dei venditori abusivi”. Secondo il presidente di Confcommercio Campania, “occorre un’intensificazione della lotta all’abusivismo in tutte le sue forme, anche mediante azioni mirate e coordinate delle forze dell’ordine sotto la regia della prefettura”.

SscNapoli

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