Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il radiocronista di Radio CRC, Carmine Martino.
Di seguito le sue parole:
«Lo ammetto: il risultato di ieri sera tra Benfica e il Napoli me lo aspettavo. I numeri non tradiscono a volte, i portoghesi partivano con 48 ore di vantaggio rispetto agli azzurri che hanno dovuto recuperare in meno tempo dalla sfida di campionato contro la Juventus. La partita di ieri è stata una partita brutta dove il Napoli avrebbe sofferto le pene dell’inferno anche con una squadra di Serie B.
Al di là delle considerazioni calcististiche, io non riesco a capire tutte queste lodi sperticate nei confronti di José Mourinho. Per carità, il portoghese è un grande allenatore, io l’ho sempre stimato e mi è molto simpatico per la sua dialettica. Parlare, però, e sentenziare di una lezione europea di Mourinho a Conte e della critica al tecnico del Napoli sul fatto che non va mai avanti in Champions è esagerata e fuori luogo.
Ieri la differenza tra il Benfica e il Napoli si è vista soprattutto a causa del fatto che il Napoli ha giocato 6 partite in 18 giorni mentre il Benfica ne ha giocate 5 in 19 giorni dando la possibilità a Mourinho di schierare quasi la stessa formazione che è scesa in campo contro lo Sporting ad eccezione del solo Araujo. Il Napoli ha avuto meno tempo di recuperare rispetto al Benfica che ha avuto 48 ore in più dopo la sfida contro lo Sporting
Parliamoci chiaro, il Napoli ieri era una squadra in totale difficoltà, totalmente scarica mentalmente per i vari impegni di Coppa Italia e Serie A. Il Napoli ha meritato la sconfitta poiché non era una squadra in grado di dare delle garanzie. È arrivata la sconfitta e ci sta tutta, ma vi prego non parliamo di meriti di Mourinho e demeriti di Conte in Champions che non ne azzecca mai una poiché non è così.
Dopo di che, i fatti ci possono dimostrare altro, ovvero che Mourinho ha vinto tanto in Europa rispetto a Conte che ha vinto poco nelle competizioni internazionali. Forse, Mourinho proprio in questo ha dimostrato di essere un grande allenatore, ma la partita di ieri sera non fa testa in questo ragionamento. Per questo dico: Andiamo cauti!
Sicuramente i sette infortuni in rosa hanno inciso sulla gara, avendo a disposizione metà della rosa le cose potevano andare diversamente. A Vergara Conte poteva dare una chance dal 1’ anche se Conte all’inizio del secondo tempo dei cambi li ha fatti come fece contro il Qarabag quando riuscì a vincere quella partita. Neres non poteva stare fuori, il grande ex lodato e premiato come il miglior giocatore della stagione di Serie A in questa fase come fai a tenerlo fuori? Tra l’altro, ieri non ha neanche sfigurato più di tanto.
Il problema del Napoli non sono stati i singoli come Neres o Politano. Il problema è stato generale, la squadra per gli 8/11 dei titolari era completamente svuotata mentalmente. I giocatori non hanno recuperato appieno dopo la gara contro la Juventus dove hanno speso troppe energie psicofisiche. Se ha sbagliato anche il portiere del Napoli, che possiamo dire? È chiaro che mancava la concentrazione. Antonio Conte ha fatto le mosse giuste poi è chiaro che dovrà farsi due domande anche lui e debba prendersi le sue responsabilità. Dovrà tenere conto di quello che è successo ieri sera a Lisbona per la prossima trasferta ad Udine.
Sicuramente il Napoli era in debito mentalmente e Conte ne è consapevole. Gli azzurri non hanno avuto il tempo di prepararla e in campo non c’era quella chimica che da sempre contraddistingue la squadra di Antonio Conte. Malgrado tutto quello che è successo, io penso che il Napoli abbia ottime possibilità di passare il turno e accedere agli ottavi. Non ci sono avversarie che possono effettuare sorpassi facilmente e difficilmente possono cambiare le proprie posizioni. Tutto ciò non toglie che il Napoli deve andare a Copenhagen a vincere, altrimenti sono dolori»
