Come sta Papa Francesco dopo l’intervento: vigile e in respiro spontaneo

Buone notizie riguardo la salute di Papa Francesco, ricoverato per la terza volta al Policlinico Gemelli per sottoporsi ad un intervento chirurgico.

Prosegue positivamente la degenza di Papa Francesco al Policlinico Gemelli di Roma. In una nota la Sala Stampa vaticana fa sapere che “lo staff medico che segue il decorso post operatorio del Pontefice informa che Papa Francesco ha trascorso una notte tranquilla riuscendo a riposare in modo prolungato; è in buone condizioni generali, vigile e in respiro spontaneo. Gli esami di controllo di routine sono buoni. Per l’intera giornata osserverà il necessario riposo post operatorio“.

La nota si conclude sottolineando che Francesco “è informato dei messaggi di vicinanza e affetto giunti nelle ultime ore ed esprime la sua gratitudine, chiedendo nel contempo di continuare a pregare per lui“. Diversi i curiosi, e anche i pazienti, che si affacciano accanto alle telecamere, nel cortile da cui si vede l’appartamento del Pontefice al decimo piano.

Come sta Papa Francesco dopo l’intervento: ora riposo e alimentazione controllata

Il docente di chirurgia generale all’Università Tor Vergata di Roma Giovanni Milito, parlando al Messaggero dell’operazione del Papa ha spiegato: “Il recupero post operatorio è immediato ma serve riposo. E soprattutto è necessaria una dieta alimentare più controllata“.

Il laparocele, aggiunge, “quando si subisce un intervento come quello al quale si è sottoposto Papa Francesco, può capitare. È un intervento di superficie abbastanza standardizzato: siccome i muscoli non arrivano più a chiudere la parete, si utilizza una protesi, una rete che contiene le pareti dell’addome“.

Il recupero è immediato, occorre però che il paziente stia a riposo un po’ di tempo. In genere, servono dai 7-15 giorni per un’attività fisica. Ma bisogna starsene a riposo, perché la rete si deve ben assestare. Il paziente deve perdere peso e assicurare un buon passaggio intestinale. È necessaria una dieta controllata“.

Sul QN interviene invece Francesco Corcione, già docente a Napoli e presidente emerito della Società italiana di Chirurgia: per l’intervento, sostiene, “non si poteva attendere. Questa è una situazione che può solo peggiorare“. Per un paziente di 86 anni sottoposto a intervento “il rischio è sempre alto, ma non ci sono alternative. Allora è meglio intervenire senza dover arrivare all’urgenza, con il rischio di perforazioni o di un’altra resezione dell’intestino. Se il Papa non si fosse operato avrebbe corso un rischio tre volte più alto“.

Ora la convalescenza: “Deve stare molto più a riposo rispetto all’altro intervento. Convalescenza lenta, quindi, di almeno 40-60 giorni. Il Papa deve osservare un regime non dico di riposo totale, ma di attività molto leggere. Niente viaggi. Per un paio di mesi dovrà accontentarsi di affacciarsi alla finestra di piazza San Pietro per l’Angelus“.

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