Dott. Antonio Ardituro a Radio CRC: «Problema delle infiltrazioni esiste nel calcio e deve essere affrontato»

Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il sostituto Procuratore nazionale presso la direzione nazionale antimafia e antiterrorismo il Dott. Antonio Ardituro.

Di seguito le sue parole:

«Il fenomeno legato alle infiltrazioni mafiose nelle curve e nel calcio è sostanzialmente sottovalutato da parte di tutto il dibattito pubblico e istituzionale dove c’è ad oggi un enorme silenzio sul tema. A fronte di fatti certi, obiettivi ed concreti non si ha la consapevolezza e la volontà di approfondire la questione.

Ci sono state alcune vicende importanti legate alla Juve Stabia, al Crotone e al Foggia, club di calcio professionistico di Serie B e Serie C sotto all’amministrazione giudiziaria e sulle infiltrazioni nelle curve di importanti club di Serie A dove ci stanno state delle indagini note e clamorose.

Nonostante ciò, non si vogliono mettere in campo degli antidoti per evitare che il fenomeno prosegua e si allarghi sempre di più. Questi antidoti non devono passare attraverso la repressione giudiziaria, ma da questioni organizzative e regolamentari, dall’impegno delle istituzioni nazionali e sportive e dalla collaborazione delle stesse società di calcio.

Le organizzazioni criminali e mafiose si reggono prima di tutto sul consenso dei cittadini residenti in quel territorio. Se non fosse così, questi gruppi criminali sarebbero facilmente affrontabili ed eliminali con gli strumenti giudiziari. Il calcio è un grandissimo veicolo di consenso tra i giovani e tra tutte le fasce d’età della popolazione. Interessa milioni e milioni di persone in tutto il mondo e ha a che fare con la passione più intima, interiore e istintiva delle persone.

Quindi, infiltrare il calcio vuol dire entrare in contatto con la gente e acquisirne il consenso grazie anche a questi strumenti. Proprio per questo, la questione delle curve deve far riflettere tutti e imporre a tutto il mondo del calcio di affrontarla come questione centrale. Noi uomini dello stato facciamo la nostra parte, ma gli antidoti del problema devono essere messi in campo in altri settori.

Napoli-Juventus? In passato sappiamo tutti che ci sono state delle indagini ben note sulle infiltrazioni della Ndrangheta nelle curve della Juventus. A Napoli è stato fatto un buon lavoro grazie anche alla collaborazione della società azzurra. Se si lavora nella piena collaborazione con le società, qualche risultato positivo lo si ottiene, anche se le curve sono quello che sono.

Io stesso sono stato protagonista di alcune indagini importanti sulle infiltrazioni nelle curve del Napoli, ma devo ammettere che la società di De Laurentiis ha sempre preso le distanze da alcuni fenomeni e messo in campo dei meccanismi e delle iniziative che attengono al rapporto con la tifoseria organizzata, rapporto che deve essere sano, e che non deve passare attraverso biglietti assicurati, favori e privilegi. A Napoli il lavoro è stato fatto bene e magari qualche risultato si è visto.

Il fenomeno è complesso, non si tratta della singola città o della singola squadra. Il problema esiste in molte città d’Italia. Il punto centrale non sono le infiltrazioni che vanno combattute, ma analizzare il rapporto tra le società e i gruppi ultrà criminali.Il mondo del calcio nel suo complesso si deve sensibilizzare sulla tematica in modo che possa riconoscere finalmente che esiste questo problema e prenderne consapevolezza. Le istituzioni sportive devono impegnarsi, mettendo in campo i giusti provvedimenti e strumenti per contrastare il fenomeno. Il problema delle infiltrazioni andrà risolto quando tutto il mondo del calcio deciderà di risolverlo.

Lo dissi già in precedenza, lo stato non deve riconoscere gli stadi solo come un problema di ordine pubblico, ma anche come un problema di legalità. Il problema della responsabilità oggettiva è superato ad oggi, fino a 10-15 anni fa tutti ci interrogavamo sul tema, negli ultimi anni anche gli scontri tra gli ultrà si sono spostati nelle zone lontane dallo stadio come gli incroci autostradali. Il tema del ricatto legato agli scontri negli stadi è molto scemato. Dopo di che, il ricatto tra tifoserie e club sugli striscioni e i cori per supportare la squadra si può tranquillamente non acconsentire. Prima era un gran problema quello della responsabilità oggettiva, oggi lo è molto meno.

Nuovi stadi? Tutte le opere pubbliche hanno il pericolo delle infiltrazioni, ma gli stadi sono una parte consistente del problema, soprattutto la struttura degli impianti sportivi in Italia che sono molto obsoleti e non consente le attività di monitoraggio e controllo. Avere degli stadi moderni aiuta molto in questo senso sia da parte delle società di calcio che di steward che dei rappresentanti delle forze dell’ordine. Il tema urbanistico e strutturale del comfort di come uno stadio è costruito è una parte del problema. Gli stadi vecchi e obsoleti non aiutano.

Risultato Napoli-Juventus? Non lo dico quanto finisce per scaramanzia, ma siamo una squadra forte, ho fiducia in Antonio Conte e nei suoi uomini»

SscNapoli

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