Eboli, torna la II edizione del Festival “Sono a Terra”

Ad Eboli torna la II edizione del Festival “Sono a Terra”, un evento che si svolgerà il 10 e l’11 ottobre nel Convento dei Frati Cappuccini San Pietro Alli Marmi. Sono previsti due giorni di incontri, di spettacoli e di dialoghi intorno al tema della speranza. Tra gli ospiti, l’oncologo di fama mondiale, Cesare Gridelli, il pedagogista e imprenditore sociale, Johnny Dotti, il presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, Arnoldo Mosca Mondadori e la Piccola Orchestra dei Popoli, con i suggestivi strumenti del mare.

“L’evento è ideato dall’Organizzazione di Produttori Solco Maggiore, promotrice, fin dalla sua costituzione, di un modello culturale che intreccia agricoltura, ricerca e memoria collettiva, restituendo valore e identità al territorio- recita il comunita- Da qui, l’esigenza di un Festival, un luogo dove l’agricoltura diventa uno strumento di dialogo, uno spazio d’incontro tra intellettuali, artisti, ricercatori e operatori agricoli e sociali, chiamati a riflettere su come il lavoro dell’uomo, a partire dalla terra, possa generare speranza.

 “Sono Terra” si apre con la VII edizione del Premio Solco Maggiore, il premio che celebra le infinite connessioni che l’agricoltura è in grado di generare.

 Queste le categorie:

      Premio Solco Maggiore 2025, Categoria “Comunicare”;

      Premio Solco Maggiore 2025, Categoria “Impresa”;

      Premio Solco Maggiore 2025, Categoria “Ricerca”;

      Premio Solco Maggiore 2025, Categoria “Coltivare”;

“I nomi dei premiati sono rivelati, come sempre, durante la cerimonia. All’artista campana, Mary Cinque, è stato affidato il compito di realizzare i premi.

 Un momento importante è dedicato alla rappresentazione del Cavolfiore della Piana del Sele IGP, a cura del Consorzio di Tutela, con la partecipazione ed il prezioso contributo scientifico del prof. Cesare Gridelli, oncologo di fama mondiale, direttore del Dipartimento di Onco Ematologia AORN “San Giuseppe Moscati” di Avellino. Un ortaggio, il cavolfiore della piana del sele, dalle caratteristiche nutraceutiche uniche, con un packaging certificato, per garantire la massima qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità a questo prodotto d’eccellenza”.

 “Gli intermezzi musicali sono affidati alle molteplici sfumature dell’arpa di Gianluca Rovinello”.

 “La serata di venerdì si conclude con l’intervento di Johnny Dotti, pedagogista e imprenditore sociale, presidente dell’associazione Common che promuove la generativitá sociale. Dotti ci conduce verso il significato più profondo della parola comunità, anche attraverso l’esperienza personale. Con la sua famiglia, infatti, vive in una comunità in provincia di Bergamo, incarnando in prima persona i valori che racconta”.

 “Sabato mattina, il Festival si sposta al CNGEI Scout Park “Maurizio Bruno Rapaccini”, per Il progetto “Bio.Arch. 2025 – Cultura Cibo Evoluzione”, un’attività di ricerca nata con l’obiettivo di intrecciare conoscenze diverse per ricostruire la storia del cibo e confrontarla con la moderna cultura alimentare. Il progetto è finanziato dalla OP Solco Maggiore, in collaborazione con l’Università di Bologna, il CREA di Caserta e l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. In presenza degli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori di Eboli, è prevista una vera e propria dimostrazione delle tecniche di cottura del cibo all’epoca dell’età del Bronzo”. 

 “Il Festival entra nel vivo, sabato pomeriggio, con la rappresentazione teatrale di Gilda Deianira Ciao, accompagnata dalle musiche & live electronics di Ali Ostovar e i suoni atavici di Giovanni Amati. Nella Basilica di San Pietro Alli Marmi, l’attrice porta in scena uno spettacolo ispirato al mito di Prometeo, che rubò il fuoco agli dei per farne dono prezioso agli uomini. L’inizio di un’evoluzione che ha trasformato il cibo, l’uomo e il suo futuro, accendendo il seme della speranza”.

 “Si prosegue, alle 20.30 con le parole di Arnoldo Mosca Mondadori, poeta, editore e presidente della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti – la cui missione è dare voce e dignità ai più fragili: detenuti, migranti, giovani ed emarginati. Un impegno che ha ricevuto la benedizione di Papa Francesco, che ha definito le iniziative della Fondazione come parte di un unico, grande progetto di misericordia”.

 “Tra le esperienze più significative c’è la Piccola Orchestra dei Popoli, ensemble che riunisce musicisti di diverse nazionalità, culture e religioni. Sarà proprio il loro concerto a chiudere il Festival: un viaggio musicale che diventa simbolo di convivenza possibile e testimonianza della bellezza dell’incontro con l’altro. Gli strumenti, realizzati con i legni delle barche dei migranti approdati a Lampedusa, trasformano la memoria in musica, il dolore in speranza” conclude la nota.

 

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