Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “L’Aperitivo con CRC” è stato ospite negli studi della Radio il candidato del centrodestra per la regione Campania e vice ministro degli Affari Esteri Edmondo Cirielli.
Di seguito le sue parole:
«Scelta sulla candidatura? Io sono un politico all’antica. Per tanti anni ho rappresentato il mio territorio e i cittadini campani nel corso delle campagne elettorali del mio partito. Molte persone e direttori a cui mi sono legato mi hanno proposto di candidarmi ed io non mi sono sentito di tradirli, tirandomi indietro, per il ruolo che ad attualmente svolgo, che mi piace tanto, che mi riempie d’orgoglio e che è importante all’interno dell’attuale governo italiano.
La Regione Campania è in ginocchio e in difficoltà ed io vivo molto il mio territorio. La sfida è di governare e migliorare il territorio campano. Per farlo, un vero rappresentante del popolo deve assumersi le proprie responsabilità. Da bambino, pensate, io volevo fare l’ufficiale dei carabinieri, il politico e il diplomatico e mi sono ritrovato a farli tutti e tre. Oggi, però, mi aspetta una sfida importante e sono pronto a rappresentare la Regione Campania a questo scopo.
In Campania viviamo un vero e proprio fenomeno di “malasanità”. Questo non accade perché mancano medici e infermieri di eccellenza, ma perché i dati ci indicano che all’interno del settore sanitario campano mancano organizzazione e capacità e c’è una certa invadenza della politica negli ospedali. La sanità rappresenta l’emergenza delle emergenze, la nostra rete è al collasso.
I dati sono significativi. Nella nostra regione l’aspettativa di vita media è inferiore di due anni rispetto a quella nazionale poiché non ci sono cure. C’è il più alto tasso di persone che vanno in pronto soccorso e lo lasciano senza farsi visitare. L’indice del rapporto tra medici e cittadini è il più basso in Italia. Dopo di che, ognuno di noi è a rischio poiché la percentuale di persone che hanno subito un decesso post-infarto è più alta rispetto alle altre regioni d’Italia e, soprattutto, la maggior parte della popolazione è costretta a compiere dei “viaggi della speranza” verso strutture ospedaliere situate in altre parti d’Italia per sottoporsi ad interventi importanti che nella nostra regione non possono fare, che sono un obbrobrio morale e ci costano circa 210 milioni di euro all’anno.
Tutto ciò rappresenta una controprova rispetto a quello che ha fatto l’attuale governo che ha stanziato dei fondi per assumere nuovi addetti al personale sanitario, ma che non sono stati utilizzati dall’attuale maggioranza del governo della Regione Campania che vede in Roberto Fico il suo alfiere. Il governo De Luca dovrà rendere conto dei suoi insuccessi.
Un altro tema è quello legato al lavoro. I dati ci dicono che oltre 300mila giovani lasciano la Regione Campania dove da anni il tasso di disoccupazione è il più alto in Italia e, di conseguenza, il tasso di occupazione giovanile è più basso. Questo è grave visto che esiste il Fondo Sociale Europeo che viene stanziato per intervenire e assistere meglio le persone più in difficoltà e per avviarle al lavoro. In 5 anni ne è stato impiegato solo il 30%: manca 1 solo anno e ci permettiamo il lusso di rischiare di riconsegnare all’Europa oltre il 50% di circa 1,3 miliardi di euro che ci è stato dato nel 2021.
Manca solo un anno alla fine del quadriennio e il nostro obiettivo è di impiegare più persone nel mondo del lavoro con interventi di semplificazione burocratica e con coraggio, spendendo i soldi che ci sono per non permetterci più il lusso di consegnare all’europa dei dati che sono inferiori rispetto ai soldi che ci sono stati finanziati per ampliare il numero di persone impiegate nel lavoro. Purtroppo il FSE e FESR andranno persi se non verranno spesi nell’arco di cinque anni poiché sei costretto a restituirli. Ci sono regioni più virtuose in Italia che fanno meno proclami e più fatti.
Periodi di lavoro all’estero? Non è necessariamente un fatto negativo, ma dobbiamo dare la possibilità ai giovani e alle persone di poter tornare in Campania con un reddito giusto, un’attività lavorativa dignitosa e l’opportunità. Con il FSE la Campania potrebbe creare insieme alle associazioni di prima categoria gli ordini professionali e delle attività idonee a creare una formazione e un lavoro adeguato. Pensate che siamo l’unica regione in Italia che non finanzia le start-up giovanili e che non ha cofinanziato la Zes unica per il meridione capace di attrarre investimenti privati dove con più soldi pubblici e privati avremo avuto anche più posti di lavoro. Vi avverto: metterò un ufficio specifico all’interno della Regione Campania che avrà i fondi per garantire un’opportunità a chi volesse tornare qui.
Nel settore della sicurezza, della difesa e della giustizia ho maturato un’esperienza specifica nel corso della mia carriera politica e di ufficiale dei carabinieri. La sicurezza viene garantita dai poliziotti, dai carabinieri, dai finanzieri e dalle forze armate che sorvegliano le strade. La Regione Campania può fare molto in questo settore poiché i reparti di polizia dipendono in parte dai comuni e in parte dalla regione e possono essere potenziati.
Nel mio programma elettorale prevedo di fare un piano di assunzione straordinario nelle forze di polizia finanziato dalla regione dove alcuni poliziotti possano formare altri poliziotti. Possiamo lavorare per il coordinamento delle polizia locali con le forze di polizia nazionali e aumentare le dotazioni tecnologiche di videosorveglianza e dei mezzi di dotazione ai comuni così che i corpi di polizia ordinaria come quello giudiziario e della pubblica sicurezza possano dedicarsi maggiormente al contrasto delle criminalità e alle investigazioni.
Il tema dell’ambiente è un paradosso in Campania poiché la nostra regione è quella paga più tasse sui rifiuti urbani in Italia e fino ad oggi non mi sembra che siamo i più puliti. Non entro nel merito della terra dei fuochi dove ancora oggi ci sono persone che scaricano quotidianamente rifiuti sul terreno. L’attuale Governo, insieme al governo Berlusconi, è l’unico che ha stanziato centinaia di migliaia di euro per la bonifica della terra dei fuochi e ha imposto delle sanzioni e dei provvedimenti per chi commette atti come l’inquinamento ambientale.
L’ambiente è di competenza regionale. Nel giro di quattro anni l’attuale governo della Regione Campania ha utilizzato solo il 16% dei 3,4 miliardi di euro dei FESR, Fondi Europei di Sviluppo Regionali, per risolvere le problematiche ambientali come quella delle reti idriche dove ogni anno ci fa perdere il 60% dell’acqua. La tariffa deve coprire il servizio, se le infrastrutture non funzionano, è chiaro che ci sia uno spreco e un aumento del prezzo delle bollette.
Dopo di che, c’è anche la mancanza del ciclo di rifiuti. Potremo riciclare più materiale come il ferro, la plastica e il ferro e generare maggiore energia. L’umido se venisse ingerito negli impianti di riciclaggio che non sono stati realizzati potrebbe generare biometano che vuol dire più energia. Purtroppo c’è grande disattenzione per tutto quello che concerne programmazione e futuro, ma all’attuale governo della Regione Campania tutto questo non interessa, poiché la loro priorità è vivere alla giornata e rastrellare voti con le fritture di pesce.
Terra dei fuochi? Come ho detto prima, il Governo italiano ha messo in campo delle risorse per la bonifica di quel territorio che, non rappresenta tutta la Regione Campania, ma danneggia tutte le produzioni agricole. L’attuale Commissario Vadalà sta facendo un buon lavoro, ma adesso deve essere la Regione a mettere le sue risorse, altrimenti passeremo sempre per abusivisti e per quelli che commettono guai. Ci sono molte persone in quella zona che si ribellano perché vogliono che lo stato e la Regione facciano la propria parte per contrastare il fenomeno dei rifiuti.
Napoli ha il peso demografico di un milione e mezzo di abitanti su cinque di tutta la regione Campania. Nonostante il nostro capoluogo regionale abbia le capacità di produrre un alto livello di PIL, è importante che mantenga la connettività con le aree interne e con quelle limitrofe della Regione.
In dieci anni non è stata realizzata una rete elettrica che colleghi Napoli ad Avellino, la stessa cosa vale per Benevento dove è stata realizzata la ferrovia e la stazione ma non ci sono i treni. Abbiamo un gioiello infrastrutturale come la stazione di Napoli Afragola dove in dieci anni non è mai stata realizzata una metropolitana per collegare il centro di Napoli con la stazione. Tra l’altro, il raccordo autostradale tra Napoli e Caserta dista circa 400 metri dall’accesso alla stazione, il Presidente uscente non è mai stato capace di realizzare un tratto stradale su quella distanza, costringendo migliaia di cittadini a dover percorrere strade nei campi dove non ci sono neanche i parcheggi. Mi chiedo: che ci voleva che la regione facesse 400 metri di strada?
La Regione Campania è la seconda regione che ha ricevuto più fondi dal nostro governo e la prima per fondi europei. La linea per arrivare a Bari passerà da Afragola ed io intendo utilizzare i fondi per realizzare dei collegamenti che permettano ai cittadini di raggiungere la stazione senza problemi.
Nostalgia della vita militare? La vita militare non è un lavoro, è una vita e uno status. Mi è sempre mancata, anche ad oggi che sono in pensione. Ad oggi quando vedo i carabinieri e le forze armate mi emoziono poiché mi ricordo di quello che sono stato e mi rivedo in loro. Tra l’altro, mio padre era un generale dell’esercito così come lo era suo padre che era un ammiraglio e gran parte della mia famiglia come il mio secondo figlio che è un pilota in servizio a Pozzuoli.
Il mondo della Campania ha sempre guardato con simpatia e amore al mondo militare. Vi avverto, però, che non ho la velleità di militarizzare la nostra regione (ride; ndr) La popolazione si sente orgogliosa di avere un istituto come la Nunziatella. C’è un amore profondo di Napoli con la vita militare che ha le sue regole e serve ai cittadini poiché servono persone più inquadrate degli altri, anche se le regole militari non devono essere quella della vita ordinaria.
C’è un dato storico sui fondi stanziati alla Regione Campania. La cifra complessiva è aumentata dai 122 miliardi di euro del governo Conte ai 148 miliardi di euro del governo attuale nell’ultima finanziaria. Sono fondi mai stanziati nella storia, prima che arrivasse il Ministro Schillaci dal governo italiano i fondi venivano dati in base a due parametri: il numero di abitanti e l’età media della popolazione. Siccome ci sono molti giovani, noi abbiamo ricevuto meno soldi. Tutti si sono lamentati, ma nessuno ha mai fatto niente come il nostro Presidente De Luca.
Purtroppo c’è una saldatura su delle regioni del Nord come Emilia-Romagna e Toscana. Il nostro governo è il primo che ha invertito questa tendenza, mentre altri parlano, grazie al provvedimento del Ministro Schillaci per volere di Giorgia Meloni. Stiamo avendo cifre mai avute, ma nessuno li ha mai usati. Ci sono fondi regionali ed europei specifici per aumentare i posti di lavori, abbattere le liste d’attesa, per intervenire sugli screening oncologici e per le malattie ad alta complessità, ma la Regione non lo ha fatto poiché voleva essere più brava e il primo della classe dal punto di vista finanziario. Tra l’altro i livelli di assistenza sanitaria sono pessimi in Campania e i cittadini lo toccano per mano
Ai cittadini dico di partecipare alle elezioni al di là dello schieramento politico. Non basatevi sull’idea pregiudiziale poiché le Regioni regolano la nostra vita poiché avere una buona sanità e occupazione c’entra poco il fatto di essere di destra, di sinistra o di centro. Il Presidente verrà votato anche in base alla propria esperienza e preparazione per questo è importante sapere il curriculum e gli enti che ha governato.
Roberto Fico ha sposato il programma del monocolore del PD, lui ha abdicato a tante cose dette in passato contro il PD e De Luca. Chi ha governato per 10 anni in maniera disastrosa non deve dire quello che farà, ma quello che ha fatto. Deve prendere le distanze da tutti i disastri che sono stati fatti e avere un’alternativa su quello che farà. Altrimenti, che speranza vorremmo avere per il futuro della nostra Regione? Noi abbiamo il dovere di alimentare la speranza, difendendo la democrazia ed esprimendo il nostro voto senza pregiudizi anche su temi in cui ci sono delle idee contrapposte. Dobbiamo guardare lontano rispetto a dei concetti astratti legati ad una politica superata e guardare con concretezza i bisogni dell’attuale»
