Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto l’opinionista arbitrale di DAZN Luca Marelli.
Di seguito le sue parole:
«Vicenda Bisseck? Episodio banale, sono rimasto sorpreso dalle tante polemiche. La realtà è che molti non conosco bene il regolamento e quando deve essere applicato in casi come questi emergono tutti i limiti di chi dovrebbe conoscerlo. Non mi aspettavo che ci fosse tanta discussione su questo episodio che è banale a livello arbitrale. Il problema è che oggi si discute tanto su tutto perché non si conosce il regolamento.
Il DOGSO prevede quattro elementi chiave per essere applicato, in questo caso ne mancano solo uno e mezzo per essere applicato con certezza. Il primo è la mancanza chiara della direzione generale dell’azione e della palla che nel caso di Giovane andava sulla linea laterale e non verso la porta.
Il secondo è la possibilità di recuperare il difendente poiché Sucic ha commesso un errore grossolano poiché, qualora Giovane si fosse allungato il pallone perpendicolarmente all’area di rigore e alla porta, l’azione sarebbe stata rischiosa per l’Inter, ma per fortuna la palla è finita sulla linea laterale e il croato ha capito l’errore che ha commesso. Ad oggi, però, non ne abbiamo la certezza.
Distanza ampia? 45 metri per un giocatore di Serie A non sono tanti. Ci sono state delle espulsioni a distanze maggiori. Di sicuro, nella terminologia esatta della chiara occasione da gol dipende anche dalla situazione in cui si svolge l’azione e, quindi, dalla direzione del pallone. Il cartellino giallo è corretto, a mio modo di vedere, poiché la direzione della palla va verso l’area laterale e non verso la porta.
Nel calcio gli episodi pro e contro capitano a tutti. Ogni volta vengo accusato di essere a favore di una squadra e poi di un’altra . L’anno scorso ho detto nel corso di Inter-Napoli che il rigore di Anguissa su Dumfries non doveva essere fischiato e sono stato additato come anti interista. La stessa cosa è accaduta quest’anno in occasione del rigore di Di Lorenzo e mi hanno detto che sono antinapoletano. Ogni volta è sempre la stessa storia.
Rigore negato al Napoli contro il Como? Sono normali dinamiche da campo, la stessa cosa è successa in Champions League dove fu concesso un rigore simile e la direzione arbitrale della UEFA si infuriò molto. In occasione della rimessa dal fondo di Butez dove Diego Carlos prende il pallone con le mani, l’arbitro sa come gioca il Como e sa che Butez è bravo con i piedi e cerca di attirare il primo attaccante su di sé per creare un ostacolo.
La volontarietà del colpo di mano non esiste più da quarant’anni, anche se è stato eliminato dal regolamento ufficialmente da circa cinque anni. Quello che è importante è punire la colposità derivante dalla posizione di un braccio. La posizione del braccio è naturale, nelle ultime giornate di tocchi di mano sbagliati e giudicati male dagli arbitri non ne ricordo perché gli arbitri sanno quello che devono fare. I social hanno annacquato tutto, non ci sono episodi da punire.
L’arbitro se vuole svolgere al meglio il suo lavoro deve capire il calcio e calarsi nella realtà della partita. Un errore e una distrazione può capitare all’arbitro. Se un arbitro non capisce il calcio e non comprende le dinamiche di gioco, sarà sempre un arbitro limitato. Io non critico le opinioni altrui, ci vuole rispetto per tutti, ma il concetto di ultimo uomo nel gruppo in cui faccio parte non lo utilizza nessuno. Anche gli altri arriveranno a capire che non esiste più.
All’inizio del secolo scorso le prime lampadine consumavano quanto una petroliera, oggi le lampadine ad alta tecnologia consumano pochissimo. Il Codice civile in vigore oggi è diverso da quello che era in vigore nel 1948. Questo succede perché la società evolve e si perfeziona.
Lo stesso discorso vale per il concetto di ultimo uomo che all’inizio era imperfetto poiché espellere un giocatore solo perché era l’ultimo uomo era una follia. Il DOGSO, in questo senso, è un concetto perfetto che nasce nel 2016 poiché è una elaborazione perfetta di quello che dovrebbe essere un espulsione da ultimo uomo.
Il problema è che bisogna spiegare e fare didattica sul regolamento arbitrale che è maledettamente complesso ma che è anche stato interpretato e spiegato male a causa di alcuni errori di comunicazioni anche da parte della stessa AIA.
Il calcio è un sport di contatto e in quanto tale sarà sempre fonte di discrezionalità. Intanto, la vicenda di Bisseck ha spinto migliaia di utenti sui social a pubblicare il regolamento chiaro sul DOGSO per farlo leggere a tutti. Bisogna andare avanti in questo modo poiché bisogna fare didattica e spiegare come funziona il regolamento nel mondo del calcio.»
