Questa mattina a Roma si è spento all’età di 70 anni il giornalista, sceneggiatore televisivo, saggista e autore Andrea Purgatori. Purgatori si trovava in ospedale per una malattia fulminante che non gli ha lasciato scampo. Ad annunciare la sua scomparsa i figli Edoardo, Ludovico e Victoria.
Purgatori è stato un giornalista eclettico, ha scritto di attualità, criminalità e intelligence. Ha raccontato alcune delle pagine più importanti della storia italiana, come il caso Moro e la strage di Ustica. Ha realizzato reportage su molti conflitti, come la guerra in Libano del 1982, la guerra tra Iran e Iraq degli anni ’80, la guerra del Golfo del 1991, l’Intifada e le rivolte in Tunisia e Algeria. Ha scritto anche per l’Unità, Vanity Fair, The Huffington Post e Le Monde diplomatique.
Uno dei volti più conosciuti di La7, per via della conduzione di Atlantide, il giornalista ha collaborato con il Corriere della Sera ed è stato sceneggiatore e autore di programmi televisivi di successo. Legato da una lunga e profonda amicizia con Corrado Guzzanti, ha preso parte anche a progetti satirici.
Per il cinema ha scritto Il muro di gomma (1991) dedicato proprio alla sua inchiesta sulla strage di Ustica, Il giudice ragazzino (1994), L’industriale (2011). Ha ottenuto tra gli altri il Nastro d’argento 1992 per il miglior soggetto con Il muro di gomma, il Premio Hemingway di giornalismo nel 1993, il Premio Crocodile – Altiero Spinelli per il giornalismo nel 1992, il Globo d’oro 1994 per la miglior sceneggiatura con Il giudice ragazzino e nel 2009, si è aggiudicato il premio Sergio Amidei per la miglior sceneggiatura internazionale con il film Fortapàsc.
Inoltre, è stato attore con comparsate nella serie televisiva Boris, nei film di Carlo Verdone Posti in piedi in paradiso del 2012 e L’abbiamo fatta grossa del 2016 e nei film Due vite per caso nel 2010 e Orecchie (2016). Ha avuto una parte anche nella serie televisiva 1993.
