Maurizio De Giovanni: «Riferimento di Cazzullo alla camorra uno scivolone»

Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto lo scrittore Maurizio De Giovanni.

Queste le sue dichiarazioni:

«Il riferimento alla camorra di Aldo Cazzullo sulla canzone di Sal Da Vinci è un evidente scivolone. Mi rattrista e mi sorprende che uno straordinario e stimato giornalista come Aldo Cazzullo abbiamo potuto mostrare delle posizioni anti meridionaliste e antinapoletane. Stiamo parlando di un grandissimo uomo di cultura. Mi ha davvero sorpreso.

Per lui potrà essere la canzone più brutta del mondo, ma non lo è per i tanti italiani che ne hanno decretato l’enorme successo. I gusti popolari sono gusti, dovremo tutti accettarlo e capirlo. Provate a cantare la canzone di Olly che ha vinto l’anno scorso, nessuno se lo ricorda neanche dopo cinque minuti dalla vittoria. Tra l’altro, non so quanto lui possa frequentare i matrimoni di camorra per parlarne con così tanta precisione.

Sal Da Vinci è un grandissimo artista che è molto popolare come lo sono io da scrittore. Ha 40 anni di carriera alle spalle, con “Rossetto e Cafè” ha venduto un numero esorbitante di copie e non è un 17enne che se esce con una canzoncina o un tormentone dell’ultimo minuto. Lui è uno di quegli artisti che riempie l’Arena di Verona o lo Stadio S. Siro. Tutti i critici musicali dell’ultimo minuto dovrebbero imparare ad essere meno apocalittici e usare l’espressione “A mio parere”.

Io non sono mai stato accostato ai grandi premi letterari, ma sono felicemente e orgogliosamente uno scrittore popolare e non lo farei a cambio con nessuno, anche se sono stato tradotto in 48 lingue. Io non amo molto i generi di Sal Da Vinci e Gigi D’Alessio, ma non per questo contesto i gusti dei tanti italiani o faccio l’equazione con la musica napoletana. Io rispetto i gusti delle persone.

Da una parte c’è la critica, dall’altra ci sono i gusti della gente. Ho letto persino che la canzone di Sal Da Vinci contenga dei riferimenti patriarcali e antifemministi. Io credo che stiamo perdendo la testa, non capisco dove sia stata letta questa cosa. Ricordiamoci che parliamo sempre del Festival di Sanremo e non del Premio Tenco. Se io vado in gelateria, mi aspetto di trovare i gelati e non la carne arrosto o i piatti gourmet.

Io non mi stancherò mai di ripeterlo: io amo Salerno così come amo tutta la Campania. Questo, però, non vuol dire che io trovi accettabile quando durante Salernitana-Roma sono stati intonati cori che recitavano “Odio Napoli” o “Vesuvio lavali col fuoco”. Questo non va bene. Io sono tutto tranne che anti salernitano, ma non riesco a farlo capire. Tra l’altro a Salerno ho molti amici e lettori dei miei libri».

SscNapoli

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