Napoli sconfitto a Liverpool, ma non fa male

Prima fermata Anfield per il Napoli. E forse è stata proprio la paura per lo stadio del Liverpool, più che l’avversario, a interrompere la cavalcata degli azzurri. Che in casa dei Reds, nel sesto e ultimo turno della fase a gironi di Champions League, mancano la quattordicesima vittoria consecutiva stagionale e incassano invece la prima sconfitta. Una sconfitta, però, immeritata e, per fortuna, indolore. Poiché, malgrado il 2-0 subìto, i partenopei restano al comando del gruppo A e quindi si presenteranno da testa di serie ai sorteggi per gli ottavi di finale. Ma ciò non rende meno amaro il ko per gli uomini di Spalletti, che davanti al pubblico inglese avrebbero meritato di portare a casa i tre punti per quanto mostrato sul rettangolo verde, dove Di Lorenzo e compagni sono stati capaci di imporre la propria manovra per tutta la durata della partita.

Nulla si può rimproverare al Napoli, se non la mancanza di un po’ di “cazzimma” in fase di conclusione e di attenzione in fase di copertura, soprattutto sulle palle inattive. Entrambi i gol del Liverpool scaturiscono infatti da corner. Il primo lo segna Salah dopo una respinta corta di Meret su incornata di Nunez al 95’. Il secondo è quasi una fotocopia del precedente, con Nunez che batte a rete su un altro salvataggio del portiere azzurro sulla linea bianca dopo una capocciata di van Dijk al 98’.

I partenopei vanno comunque via a testa altissima da Anfield e con la consapevolezza di non aver demeritato, anzi. Se l’arbitro avesse concesso il rigore al Napoli in avvio per il fallo molto dubbio di Konaté su Kvaratskhelia, oppure il gol dell’ariete Ostigard al 53’ su punizione del georgiano non fosse stato viziato da un fuorigioco millemetrico da Var, gli azzurri avrebbero fatto sicuramente bottino pieno. E staremmo scrivendo del quattordicesimo successo di fila, il sesto su sei sfide di Champions League. Ma con i se e con i ma non si vincono i match e a fine incontro Spaletti non recrimina, ma medita. Riflette sulle cose che non sono andate come aveva preventivato e soprattutto sul prossimo appuntamento, forse più difficile di quello contro l’undici di Klopp. Ovvero la partita contro l’Atalanta valida per la tredicesima giornata di campionato, in programma sabato alle 18 a Bergamo.

I nerazzurri di Gasperini sono attalmente la seconda forza del campionato in virtù dei 27 punti all’attivo, cinque in meno dei partenopei, primi a quota 32.

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