Lo studente dell’università di Bologna Patrick Zaki è stato condannato a tre anni di carcere dal Tribunale per reati contro la sicurezza di Mansoura in Egitto sulla base di un articolo, pubblicato nel 2019, su un attentato dell’Isis e casi di discriminazione nei confronti dei copti, una minoranza cristiana religiosa.
La notizia, resa nota via Twitter da Hossam Bahgat, attivista egiziano per i diritti umani e fondatore dell’Egyptian Initiative for Personal Rights, è stata confermata a LaPresse da Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International.
“La sentenza – ha spiegato ancora Bahgat – non è soggetta ad Appello o Cassazione. Patrick è stato arrestato in tribunale in preparazione del suo trasferimento alla stazione di polizia di Gamasa“.
Su twitter anche l’avvocata e attivista per i diritti umani egiziana Mai El-Sadani rende noto che lo studioso e ricercatore egiziano Patrick Zaky, dell’Università di Bologna, è stato condannato a tre anni di carcere dal tribunale per il suo articolo del 2019 “Displacement, Killing & Harassment: A Week in the Diaries of Egypt’s Copts“.
La sentenza nei confronti di Zaki è definitiva e il ricercatore dovrà scontare un altro periodo in cella oltre a quello che ha già scontato in attesa di giudizio. Zaki era stato arrestato nel febbraio del 2020. A giugno aveva fatto richiesta di rientrare in Italia, ma l’Egitto aveva mantenuto il divieto di viaggiare per il ricercatore.
La sentenza che ha condannato a tre anni di carcere Patrick Zaki “è il peggiore degli scenari possibili. Speravamo che oggi si fissasse una data per il verdetto e che poi arrivasse l’assoluzione. E’ un’immagine terrificante“. Così il portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury, commenta con LaPresse la condanna di Patrick Zaki emessa dal Tribunale per i reati contro la sicurezza di Mansoura, in Egitto. “Una volta tornato a casa, in molti hanno abbandonato questa storia – ha aggiunto -, ma noi no. Questa vicenda non finisce qui“.
