Ritrovati i resti del sommergibile Titan, morti i passeggeri: ipotesi implosione

Purtroppo le disperate ricerche di questi giorni si sono concluse col peggiore degli esiti: ritrovati alcuni frammenti del sommergibile Titan a circa 500 metri di distanza dal relitto del Titanic. Si ipotizza che il sommergibile sia imploso quando si sono interrotte le comunicazioni con i passeggeri a bordo.

Un sistema di rilevamento acustico top secret in dotazione alle Forze armate Usa, sviluppato per individuare sottomarini da guerra, potrebbe aver rilevato giorni fa l’implosione del Titan, il sommergibile distrutto a causa di una decompressione catastrofica durante una immersione turistica verso il relitto della nave da crociera Titanic.

Lo hanno riferito al quotidiano “Wall Street Journal” ufficiali coinvolti nelle attività di ricerca del sommergibile proseguite per giorni sino a ieri, quando la Guardia costiera Usa ha riferito d’aver individuato i resti del sommergibile. Secondo le fonti, la Marina militare statunitense ha utilizzato il sistema di rilevamento appena ha ricevuto la notizia della sparizione del Titan, nel pomeriggio di domenica.

Poche ore più tardi, il sistema avrebbe rilevato il suono di un’implosione vicino al sito dove ieri sono stati ritrovati i rottami. Secondo uno degli ufficiali citati dal quotidiano, “la Marina Usa ha effettuato analisi dei dati acustici e ha rilevato una anomalia compatibile con una implosione o esplosione nelle generiche vicinanze del luogo dove il sommergibile Titan stava operando quando le comunicazioni si sono interrotte“.

Le informazioni, “anche se non conclusive, sono state immediatamente condivise con il responsabile delle ricerche per assistere la missione di ricerca e soccorso“. Quanto riferito dalle fonti del “Wall Street Journal” confermerebbe che i segnali sonori captati da sonoboe martedì scorso, e interpretati come tentativi delle cinque persone a bordo del Titan di indirizzare i soccorsi, in realtà non avevano nulla a che fare con il sommergibile scomparso.

Il contrammiraglio John Mauger, della Guardia costiera statunitense ha riferito ieri durante una conferenza stampa che i detriti trovati sul fondale dell’Oceano Atlantico da uno dei mezzi a pilotaggio remoto impegnati nelle ricerche del sommergibile Titan, provengono effettivamente dallo scafo del sottomarino.

Il mezzo è imploso e i detriti sono dovuti alla catastrofica perdita della camera di decompressione“, spiega il contrammiraglio John Mauger, della Guardia costiera statunitense, durante una conferenza stampa. I rottami – cinque in tutto – sono stati rinvenuti sul fondale a circa 500 metri dai resti dello storico transatlantico. La società OceanGate proprietaria del sommergibile Titan, ritiene a questo punto non ci siano dubbi: le cinque persone che si trovavano a bordo sono morte. Si tratta dell’amministratore delegato dell’azienda, Stockton Rush; Shahzada Dawood, insieme al figlio Suleman; Hamish Harding; e Paul-Henri Nargeolet.

Queste persone erano esploratori nel verso senso della parola, accomunati dallo spirito di avventura e dalla passione per gli oceani e l’esplorazione: siamo vicini alle famiglie dopo questa tragedia“. Anche per la Guardia costiera statunitense c’è ormai ben poco da fare: le navi e il personale medico mobilitato, ancora alla ricerca dei corpi, sospenderanno le attività entro le prossime 24 ore.

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