Sigfrido Ranucci a Radio CRC: «Pronta un’inchiesta di Report sulla nazionale»

Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il direttore di Report Sigfrido Ranucci.

Di seguito le sue parole:

«Il mio legame con il calcio? Sono tifosissimo della Roma ma negli ultimi anni grazie a Report non riesco quasi mai a seguirla, neanche in questo momento in cui sta andando bene. Mi è sempre piaciuto il calcio di Gasperini, ma io sono da sempre innamorato di Zeman e di Spalletti.

Mia mamma era campana e tifosissima del Napoli, ogni volta che c’era il derby del sole tra Roma e Napoli diventava anche un derby familiare, poiché mio padre era anch’egli un grande tifoso della Roma. Grazie al rapporto che avevo con mia madre, la mia seconda squadra del cuore era il Napoli.

Dopo le vicende che sono accadute tra i tifosi di Roma e Napoli mi è dispiaciuto tanto poichè non capisco come non si possa volere bene al calcio da trasformarlo in una piazza d’odio e di zona franca dove tutto è consentito e concesso. Il calcio è uno dei giochi più belli al mondo che ha una grande valenza sociale e pedagogica dove il gioco di squadra e la collettività regala gioie al pubblico e al sociale.

Io ci trovo solo qualcosa di romantico e di epico nel calcio. Le inchieste di Report sui drughi e sulle infiltrazioni nelle curve le facciamo proprio perché vogliamo bene al calcio e qualcuno le doveva pur fare. Multe? Se sbagliamo paghiamo, anche se dal mio punto di vista non è così, ma le battaglie legali si fanno nelle sedi istituzionali.

Secondo il garante l’audio di Maria Rosaria Boccia non andava pubblicato, mentre dal mio punto di vista si poiché era di interesse pubblico. Nella traccia audio si sente la moglie di un ministro che, tra l’altro, è anche un mio collega, che lo ricatta dicendo che se non gli avesse interrotto il contratto si sarebbe sostituito a lui e lo fa con una perentorietà che ha tutti i tratti di un ordine. Questo non può che essere di interesse pubblico.

Oggi sono stato in Commissione Antimafia. I dettagli legati all’attentato che ho subito li lascio alla magistratura. Abbiamo ripercorso alcune piste e cose passate, alcune delle quali sono state segretate. Non posso parlarne poiché è tutto coperto dal segreto di stato, ma posso dirvi che ho trovato un clima di grande istituzionalità nella commissione, molta attenzione e garbo che da finalmente un senso allo stato italiano.

Una parte di chi mi ha manifestato la solidarietà era ipocrita, altri non me ne hanno manifestata affatto. Io non sono abituato a tanto affetto e per questo mi sono commosso. Dopo un po’, però, siamo tornati subito alla normalità con gli attacchi.

L’albero dei limoni è splendido regalo della redazione che porta un messaggio bellissimo dove la natura è più forte e risaliente di qualunque tipo di attentato.

Vicenda Ghiglia? Noi siamo la RAI, il nostro editore di riferimento è il pubblico che paga il canone quindi lo abbiamo mandato in onda. Italo Bocchino è un amico, avrà incontrato Ghiglia e non sapeva quello che è successo negli altri 40 minuti.

In Italia molti pensano che un governo di centrodestra possa sdoganare alcune voci sul passato e che si possa comportare in un certo modo intonando certi cori. La democrazia non è a rischio a mio avviso, ma c’è il rischio di una compressione della libertà di stampa attraverso leggi e l’istruzione della macchina democratica.

È importante che trasmissioni come Report facciano il loro lavoro per mantenere alta l’attenzione su deformazioni dello svolgimento della democrazia, della libertà d’informazione e del diritto dei cittadini di essere informati poiché senza essere informati non si possono fare le proprie scelte liberamente.

Spyware? Non posso escluderlo, ma non ho l’iphone. L’importante è che trascrivono tutto ciò che dico.

Le leggi hanno messo a rischio la libertà dei cittadini di essere consapevolmente informati. Ciascun giornalista fa la sua battaglia per ribellarsi, opporsi e fare una rivoluzione civica, anche ribellandosi ad alcune norme che impediscano al cittadino di informarsi.

Le dinamiche che hanno coinvolto Francesca Albanese vanno analizzate, ma è sempre brutto il processo di delegittimazione e l’insulto che ha avuto una certa recrudescenza negli ultimi anni e mesi e che, purtroppo, deriva anche del meccanismo dei social che favorisce quello dell’insulto. Dovremo fare tutti un passo indietro e riacquistare il rispetto per gli altri. Parliamoci chiaro: abbiamo bisogno di uomo di pace che portino pace e non conflittualità.

Vi annuncio: faremo un’inchiesta di Report sulla nazionale italiana! Vi do appuntamento alle 20.30 di domenica prossima con Report»

SscNapoli

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